Quali sono i rischi della Legionella nelle scuole
Tutto inizia da un rubinetto di un asilo nido di Bagno a Ripoli, vicino a Firenze, una mattina di primavera come tante. I genitori accompagnano i bambini presso il plesso scolastico. Niente di diverso rispetto al solito, zainetti colorati e saluti affettuosi. Durante un controllo periodico sugli impianti idrici – una di quelle verifiche che raramente fanno notizia – viene rilevata la presenza di Legionella pneumophila nell’acqua, negli impianti idrici collettivi di alcuni bagni. Nessun allarme, nessuna emergenza sanitaria.
Una madre, preoccupata per la salute del proprio bambino, ha raccontato di essersi molto agitata nel momento in cui ha ricevuto la notizia. – “Sono stata rassicurata dalla dirigente scolastica che si era adoperata immediatamente nel risolvere il problema, ho apprezzato la trasparenza della comunicazione nel tenerci informati”-

Dopo la segnalazione puntuale da parte del Comune è stato deciso in via precauzionale di chiudere per un giorno il nido e la scuola materna attigua, attivate immediatamente le misure previste: interventi di sanificazione e bonifica dell’impianto. Il giorno successivo, tutto è tornato alla normalità. Nessun caso di contagio, nessuna conseguenza per i bambini o il personale della scuola.
L’episodio, apparentemente ordinario, è la dimostrazione concreta di un concetto fondamentale: la prevenzione è un sistema che funziona se si interviene prima che i problemi diventino emergenze. Queste situazioni non devono essere archiviate con un sospiro di sollievo. Se nessuno si è ammalato è rassicurante, ma non deve tradursi in un abbassamento della guardia.
Legionellosi nella scuola, quanto è importante la prevenzione
La Legionella è un nemico silenzioso: si insinua negli impianti idrici e si manifesta solo quando le condizioni ambientali lo consentono. Secondo recenti studi, il 30% delle scuole italiane presenta impianti idrici a rischio di contaminazione. Per i genitori, sapere che la Legionella può essere presente in luoghi frequentati dai propri figli può essere fonte di forte preoccupazione.
Cosa succede se ignoriamo o sottovalutiamo la Legionella, specialmente in luoghi ad alta frequentazione come scuole e ospedali? Ci esponiamo a rischi evitabili. Serve consapevolezza, vigilanza e una cultura della prevenzione, come ad esempio controlli regolari degli impianti idrici e formazione del personale.
Secondo gli ultimi dati forniti nel 2022 dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ci sono state:
- 3.111 segnalazioni di legionellosi, di cui 3.039 confermate e 72 probabili;
- +14% rispetto all’anno precedente, con un tasso di incidenza di circa 51,9 casi per milione di abitanti;
- Il 77% di questi casi è concentrato in sei regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lazio e Piemonte)
Scuole, nidi e ambienti educativi: perché sono vulnerabili
Pensiamo agli edifici scolastici. Costruiti spesso decenni fa, con impianti che si trascinano nel tempo senza essere mai completamente rinnovati. Aule secondarie con bagni che restano chiusi per mesi, docce usate solo per le attività sportive stagionali, serbatoi che nessuno più controlla perché “non hanno mai dato problemi”.
È nell’assenza di problemi che si nasconde la fragilità. In un nido o in una scuola materna, anche la più piccola esposizione può diventare un pericolo concreto per i bambini, i docenti e il personale scolastico. E la responsabilità, in quei casi, è di chi non ha previsto. Non di chi non ha saputo.
Il rischio nascosto nelle tubature
La Legionella non si vede, non ha odore, non lascia tracce evidenti. Ma si insinua nei circuiti dell’acqua, si annida dove la temperatura è perfetta per moltiplicarsi e dove il flusso è scarso o intermittente. Tubature datate, rubinetti poco usati, periodi di inattività: sono questi i momenti in cui il pericolo può crescere senza farsi notare.
Non è solo la presenza della Legionella nell’acqua a renderla pericolosa. È il modo in cui può essere inalata attraverso microscopiche goccioline.
È lì che inizia il rischio sanitario, ed è lì che deve cominciare la prevenzione.
Perché serve vigilanza, anche quando sembra tutto sotto controllo
Il modo più efficace per prevenire è seguire le buone pratiche raccomandate dalle linee guida. Fondamentale è controllare le temperature di esercizio: l’acqua fredda dovrebbe mantenersi sotto i 20°C, mentre quella calda va prodotta ed erogata a temperature pari o superiori a 60°C: solo così si impedisce la proliferazione del batterio.
A queste condizioni, la moltiplicazione batterica si blocca. Tra 50–55°C, la crescita è inibita. Oltre 60°C, le colonie vengono drasticamente ridotte. In sostanza, mantenere l’acqua ai margini di questi valori azzera praticamente il rischio di proliferazione. Inoltre, è essenziale evitare ristagni: si consiglia di far scorrere periodicamente l’acqua dai rubinetti poco usati (ad es. dopo un fine lungo periodo di inutilizzo) per eliminare eventuali residui stagnanti. La manutenzione delle apparecchiature è cruciale.
Gruppo EGS: servizi e supporto
Per affrontare il rischio Legionella con serenità è utile avvalersi di professionisti. Il Gruppo EGS, azienda specializzata nella prevenzione e nel monitoraggio delle infezioni da Legionella, offre un servizio completo dedicato ai condomini. Tra le attività svolte vi sono il sopralluogo tecnico per valutare l’impianto, il prelievo di campioni d’acqua secondo protocolli certificati e l’analisi microbiologica di laboratorio.
Sulla base dei risultati, EGS redige piani personalizzati di manutenzione e bonifica, oltre al DVR Legionella e alla consulenza normativa per l’amministratore. Affidarsi a professionisti come il Gruppo EGS significa trasformare l’obbligo normativo in una garanzia di sicurezza quotidiana per chi vive e lavora negli edifici che gestiamo.





