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Uomo che beve acqua in cucina moderna

Legionella si prende bevendo acqua? Facciamo chiarezza

Quando si parla di Legionella si crea spesso confusione, soprattutto sul reale rischio legato al consumo di acqua. La domanda che molti si pongono è diretta: “La legionella si prende bevendo acqua?”

La risposta, supportata da studi scientifici come quello pubblicato nel Journal of Water and Health e dalle linee guida del Ministero della Salute, è no. Oltre il 90% dei casi di legionellosi, secondo i dati scientifici, è causato dall’inalazione di aerosol contaminato, non dall’ingestione. Il batterio infatti non si trasmette bevendo acqua, ma attraverso l’inalazione di minuscole goccioline d’acqua contaminata disperse nell’aria.

Questo significa che bere un bicchiere d’acqua, anche se contaminato, non rappresenta una via di infezione principale. Capire questa distinzione è fondamentale non solo per i cittadini, ma anche per amministratori condominiali, gestori di strutture ricettive e responsabili della sicurezza sanitaria. Secondo il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), circa il 70% dei casi di legionellosi è associato all’inalazione di aerosol contaminato.


La natura della Legionella e le vie di trasmissione

La Legionella pneumophila, principale responsabile della cosiddetta “malattia del legionario”, è un batterio che vive negli ambienti acquatici naturali ma che trova condizioni favorevoli anche nelle reti idriche artificiali, come tubazioni, serbatoi, boiler, torri di raffreddamento e impianti di climatizzazione.

Non basta la semplice presenza del batterio nell’acqua potabile per determinare un rischio immediato. La criticità nasce quando l’acqua contaminata viene nebulizzata e inalata sotto forma di aerosol. È ciò che avviene, ad esempio, durante l’uso di docce, rubinetti, idromassaggi o sistemi di umidificazione, dove l’acqua si trasforma in particelle sospese nell’aria.

Al contrario, l’ingestione non comporta un pericolo reale: l’acidità dello stomaco rappresenta una barriera naturale che impedisce alla legionella di colonizzare l’organismo attraverso il tratto digerente.

Rubinetto con acqua che scorre in un bicchiere, illustrazione del batterio Legionella e schema di impianto idrico con testo 'Legionella si prende bevendo acqua?

Legionella e acqua fredda: un rischio sottovalutato

Nell’immaginario comune la proliferazione della legionella è legata solo all’acqua calda sanitaria, poiché le temperature comprese tra i 25 e i 45 °C costituiscono l’habitat ideale per il batterio. Tuttavia, anche la legionella nell’acqua fredda è un fenomeno da non sottovalutare.

Le linee guida del Ministero della Salute evidenziano che anche le reti di acqua fredda possono trasformarsi in serbatoi di contaminazione, soprattutto in presenza di ristagni, scarsa circolazione o condizioni ambientali che portano la temperatura dell’acqua a superare i 20 °C. Durante i mesi estivi o negli impianti scarsamente utilizzati, il rischio di proliferazione può quindi aumentare, compromettendo la sicurezza degli utenti.

Questa informazione è cruciale per ospedali, case di cura, hotel e condomini, dove lunghi tratti di tubazioni inutilizzate o serbatoi trascurati possono diventare un punto debole nella gestione della rete idrica.


La percezione del rischio legata all’acqua potabile

Un altro equivoco diffuso riguarda la legionella nell’acqua potabile. È importante chiarire che la qualità microbiologica garantita dagli acquedotti rende l’acqua sicura al punto di consegna. I rischi emergono a valle, cioè negli impianti interni degli edifici, dove cattiva manutenzione, ristagni o tubazioni obsolete possono favorire la proliferazione del batterio.

In questo senso, bere acqua proveniente dall’acquedotto pubblico non è un rischio diretto. Tuttavia, se quell’acqua viene distribuita attraverso reti interne contaminate, può trasformarsi in un veicolo di Legionella quando utilizzata in modalità che producono aerosol.

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Prevenzione: la chiave per la sicurezza

Il fatto che la legionella non si trasmetta bevendo acqua non deve indurre a sottovalutare il problema. La prevenzione resta la strategia fondamentale per proteggere la salute pubblica.

Un impianto idrico ben gestito si riconosce dalla capacità di mantenere l’acqua calda costantemente sopra i 50-55 °C e quella fredda al di sotto dei 20 °C, condizioni che impediscono al batterio di proliferare. È altrettanto importante garantire la circolazione costante dell’acqua, così da evitare ristagni che favoriscono la formazione di biofilm, oltre a effettuare regolari interventi di pulizia e disinfezione dei serbatoi.

A queste azioni va affiancato un monitoraggio microbiologico periodico, indispensabile per verificare l’eventuale presenza del batterio e intervenire tempestivamente in caso di contaminazione. Strutture particolarmente sensibili, come ospedali e case di cura, devono adottare protocolli ancora più rigorosi, capaci di individuare precocemente i punti critici della rete idrica.

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L’importanza del DVR Legionella

Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva europea sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, ha reso obbligatoria l’adozione del DVR Legionella per gli impianti a rischio.

Il Documento di Valutazione del Rischio (DVR) è lo strumento che consente di analizzare la probabilità di proliferazione del batterio, identificare le criticità dell’impianto e stabilire le misure di prevenzione più idonee.

Gruppo EGS supporta enti, aziende e condomini non solo nella redazione del DVR, ma anche nel monitoraggio continuo e nell’attuazione di strategie di bonifica mirate, garantendo così impianti sicuri e conformi alla normativa vigente.


Conclusione: bere acqua non è il problema, la gestione degli impianti sì

Alla domanda iniziale – “La legionella si prende bevendo acqua?” – la risposta resta chiara: l’ingestione non è un fattore di rischio. Il pericolo nasce invece dall’inalazione di aerosol contaminato.

Investire in manutenzione, monitoraggio e prevenzione significa proteggere la salute delle persone, ridurre i rischi sanitari e garantire la conformità normativa.

Il messaggio chiave da ricordare è semplice: non è l’acqua che beviamo a veicolare la legionella, ma l’acqua che respiriamo attraverso aerosol contaminati. Per gestire questo rischio invisibile, è indispensabile affidarsi a professionisti specializzati.


FAQ sulla Legionella

A quale temperatura si forma la legionella?
La legionella prolifera soprattutto tra i 25 e i 45 °C. Già oltre i 20 °C, in presenza di ristagni e scarsa circolazione, può iniziare a svilupparsi. Per prevenire la sua crescita è fondamentale mantenere l’acqua calda sopra i 50 °C e l’acqua fredda sotto i 20 °C.

A quale temperatura muore la legionella?
Il batterio muore a temperature superiori ai 60 °C. Per una bonifica sicura tramite shock termico, l’acqua deve raggiungere almeno i 70 °C.

Che cosa provoca la legionella?
La legionella è responsabile della malattia del legionario, una grave forma di polmonite, e della febbre di Pontiac, una sindrome simil-influenzale più lieve. Il rischio è maggiore nei soggetti fragili e negli ambienti in cui l’acqua contaminata viene inalata sotto forma di aerosol.Come faccio a sapere se ho la legionella?
I sintomi più comuni includono febbre alta, tosse, difficoltà respiratorie, dolori muscolari e mal di testa. La diagnosi avviene tramite esami specifici su urine, sangue o campioni biologici. In caso di sospetto contagio è fondamentale rivolgersi immediatamente a un medico.